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Finchimica: da Manerbio alla conquista dell’Europa con l’erbicida Pendimenthalin

finchimicaLa strategia di internazionalizzazione di Finchimica, storica azienda di Manerbio, prosegue con nuove registrazioni in Europa per uno dei suoi prodotti di punta

Da Manerbio all’Europa: continua la crescita di Finchimica
Finchimica, dall’headquarter di Manerbio, continua ad attuare il piano di distribuzione internazionale dei suoi prodotti, e ottiene così nuove registrazioni in Europa per il Pendimenthalin, noto erbicida commercializzato con il nome di Pendinova. L’azienda italiana che opera con successo dal 1976 per la tutela e la difesa delle colture agricole, è leader nel Bel Paese e in alcuni dei più importanti mercati internazionali del settore agrochimico; affermandosi oltre confine non solo in Europa, ma anche in America e in Asia. Tuttavia è proprio nel Vecchio Continente che si è registrata la recente prospettiva di crescita di Finchimica, che da Manerbio mette a segno le nuove registrazioni dell’erbicida Pendimenthalin in: Italia, Polonia, Repubblica Ceca, Ungheria, Regno Unito, Irlanda, Spagna, Portogallo, Grecia, Bulgaria, Cipro e Malta. Secondo una dichiarazione rilasciata da Giacomo Ravetta, Regulatory Affairs Director di Finchimica S.P.A., queste nuove registrazioni consentono all’azienda di acquisire in Europa una rilevante quota di mercato nel segmento dei trattamenti pre e post emergenza precoce delle colture dove la Pendinova trova applicazione.

Un nuovo impiego per il Pendimethalin in Italia: la tutela delle coltivazioni di riso

In Italia la registrazione del Pendimenthalin apre una nuova prospettiva di applicazione per il famoso erbicida prodotto nello stabilimento Finchimica di Manerbio dal 1999: si tratta della possibilità di utilizzare il Pendimenthalin per il trattamento delle coltivazioni del riso in asciutta. La produzione di questo cereale è particolarmente rilevante per il comparto primario italiano. L’adozione del nuovo metodo di coltivazione in asciutta, che ha fatto la sua comparsa verso la fine degli anni ’80, ha consentito di ottimizzare i raccolti e la gestione stessa della coltura, semplificando alcuni processi e garantendo i raccolti in qualità e volumi. Sebbene la tecnica della semina in sommersione sia quella tradizionale, quella in asciutta presenta numerosi vantaggi, che ne hanno determinato la diffusione negli anni, tra tutti: la possibilità di contenere lo sviluppo delle infestanti acquatiche, la diminuzione dei gas serra, la facilitazione delle operazioni di diserbo e di fertilizzazione, e la possibilità di utilizzare principi attivi, come il Pendimenthalin, per la tutela della coltura. Attualmente in Italia la coltivazione del riso occupa circa 235mila ettari, localizzabili soprattutto tra Lombardia e Piemonte, nelle  provincie di Pavia, Novara, Vercelli e Milano. Le terre coltivate a riso in asciutta superano ormai la metà del totale, tale metodo trova infatti applicazione nel 60% delle risaie italiane.

 

 

 

(AS)

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