LiberoReporter

Fatturazione a 28 giorni: lupo perde il pelo ma non il vizio, Agcom ribacchetta operatori

L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha anche deliberato l’adozione di provvedimenti di diffida nei confronti di Tim, Wind Tre, Vodafone, Fastweb e Sky, relativamente alla odiosa pratica della fatturazione a 28 giorni, anziché mensile: i motivi che hanno spinto Agcom sono, tra gli altri, “il mancato rispetto delle prescrizioni in materia di chiarezza, trasparenza e completezza delle informative rese agli utenti”.

soldi-conti-bolletteNuove diffide dell’Agcom agli operatori di telecomunicazione sul ritorno alla fatturazione mensile. In una nota si legge che il Consiglio dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, presieduto da Angelo Marcello Cardani, ha verificato la persistenza sul mercato di offerte di servizi di telefonia fissa o convergenti con cadenza di fatturazione 28 giorni, e ha conseguentemente deciso di avviare nuovi procedimenti sanzionatori nei confronti degli operatori responsabili della reiterata violazione della delibera n. 121.

Su proposta del relatore Francesco Posteraro, l’Autorità ha anche deliberato l’adozione di provvedimenti di diffida nei confronti di Tim, Wind Tre, Vodafone, Fastweb e Sky “che non hanno rispettato le prescrizioni in materia di chiarezza, trasparenza e completezza delle informative rese agli utenti, per quanto concerne, in particolare, la precisa indicazione del prezzo di rinnovo delle offerte a fronte di modifiche contrattuali nella fase di ritorno alla cadenza mensile della fatturazione dei servizi di comunicazione elettronica”.

Al riguardo, l’Agcom ha inoltre sottolineato l’esigenza di chiarire che eventuali modifiche dei suddetti costi “sono conseguenza esclusivamente di scelte degli operatori e non del ripristino della fatturazione su base mensile”. Le diffide riguardano anche il mancato rispetto degli obblighi in materia di esercizio del diritto di recesso. L’Autorità ha messo in luce, a questo proposito, che: deve essere garantito il diritto di recedere o di passare ad altro operatore, senza penali né costi di disattivazione, anche in caso di recesso da contratti con offerte promozionali; l’eventuale esercizio del diritto di recesso dal contratto comporta il venir meno di obblighi di pagamento di canoni previsti per modem o decoder forniti dall’operatore, nonché di ulteriori oneri relativi a costi di attivazione. E infine l’Agcom ha rilevato, ai fini dell’esercizio del diritto di recesso, che devono poter essere impiegate tutte le medesime forme utilizzabili al momento dell’attivazione o dell’adesione al contratto.

RELATED ARTICLES

Back to Top

Pin It on Pinterest

Share This

Condividi - Share This

Condividi questo post con i tuoi amici - Share this post with your friends