LiberoReporter

Cesare Battisti: ecco i delitti per i quali non ha ancora pagato

ImmagineIn Italia Cesare Battisti è stato condannato all’ergastolo in contumacia come responsabile di 4 omicidi compiuti durante gli anni di piombo.  Il 6 gennaio 1978 a Udine viene assassinato a bruciapelo e alle spalle Antonio Santoro, maresciallo della polizia penitenziaria.
Santoro morì ucciso brutalmente e vilmente  a 52 anni. A sparare, secondo gli inquirenti, furono Battisti e una complice, con la quale l’ex terrorista tese l’agguato al sottoufficiale. I due si finsero una coppietta che si scambiavano effusioni fino al momento di colpire.
Per gli inquirenti fu Battisti a sparare a Santoro alle spalle davanti alla moglie e i suoi tre figli con cui stava passeggiando. Tre colpi sparati a bruciapelo: uno a vuoto, il secondo nella tempia destra, il terzo Antonio Santoro UCCISO A UDINEall’altezza del costato.  Dell’omicidio Battisti fu accusato dal pentito Pietro Mutti che poi, si assunse la responsabilità diretta dell’azione. Battisti avrebbe avuto solo un ruolo di copertura. Le cronache del tempo riferiscono che la colpa di Santoro (foto a sinistra) fu quella di aver tardato a soccorrere Cavallina, un altro terrorista, che si era rotto un braccio giocando a pallone in prigione. Per il gruppo terroristico i Pac, di cui Battisti era membro, questo fu il battesimo del fuoco.
Il 16 febbraio del 1979 a Santa Maria di Sala (Ve) venne ucciso Lino Sabbadin macellaio di Mestre. In questo caso Battisti fece da copertura armata all’esecutore materiale, Diego Giacomin. La colpa di Sabbadin (foto a destra) essersiLino Sabbadin MACELLAIO UCCISO A MESTRE opposto con le armi ad un tentativo di rapina nel suo esercizio commerciale.
Il 16 febbraio del 1979, a poche ore di distanza, a Milano invece, venne assassinato fuori al suo negozio PierLuigi Torreggiani, un gioielliere. Del delitto Battisti è stato condannato come co-ideatore e co-organizzatore. Nel corso nell’agguato a Torreggiani venne coinvolto nella sparatoria anche il figlio Alberto, che colpito da un proiettile alla spina dorsale da quel giorno vive su di una sedia a rotelle. Torreggiani era colpevole di aver ucciso il 22 gennaio precedente un rapinatore, durante una tentata rapina in una pizzeria in cui si trovava con i gioielli che aveva mostrato ad una vendita televisiva. Nella rivendicazione dei due delitti i terroristi scrissero che: “era stata posta fine alla loro squallida esistenza”.
Il 19 aprile del 1979, sempre a Milano, venne poi assassinato Andrea Andrea Campagna ucciso a milanoCampagna (foto a sinistra) un agente della DIGOS. L’omicidio avvenne sotto la casa della fidanzata e davanti a testimoni che riconobbero Battisti come l’esecutore materiale. Andrea aveva 25 anni e la sua colpa era quella di essere uno ‘sbirro’. Battisti lo colpì con cinque micidiali proiettili di una calibro 357 magnum mentre era in auto. I proiettili colpirono il giovane agente nella zona sinistra del torace, in corrispondenza del cuore, con un effetto devastante. Per i fatti sopracitati Battisti si è sempre dichiarato innocente e si è anche detto pronto ad incontrare i parenti delle vittime degli omicidi a lui contestati. Cosa mai avvenuta. Ed è proprio quella di Alberto la voce che si alza più forte tra le tante che chiedono che Battisti paghi per le sue colpe e in Italia.  Battisti da anni vive beatamente in Brasile.  Nei  suoi confronti  l’Italia forse ha avuto un approccio troppo morbido. Roma ha presentato al Paese sudamericano una richiesta di estradizione in virtù del trattato firmato tra i due Paesi nel 1989. Il governo carioca ha risposto a questa richiesta concedendo l’asilo politico al pluriomicida Battisti, punto e basta. La concessione fu l’ultimo atto da presidente del Brasile di Luiz Inacio Lula da Silva. “Consegno la mia vita nelle mani di Sua eccellenza e del popolo brasiliano” erano state le parole usate da Battisti in un accorato appello a Lula alla vigilia della concessione. Senza ombra di dubbio la vicenda si è sviluppata in maniera controversa o meglio in maniera equivoca. La legge brasiliana vieta la concessione di visti a cittadini stranieri condannati o processati in un altro Paese per crimini dolosi che prevedano l’estradizione, eppure Battisti l’ha ottenuto. Inoltre, il pseudo esule nel 2006 aveva presentato alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo un ricorso contro la richiesta di estradizione in Italia. Ricorso che venne respinto dalla Corte perchè dichiarato inammissibile in quanto manifestamente infondato. Non è ben comprensibile come mai si sia arrivati a far  trascorrere ben oltre un quarto di secolo senza che mai l’Italia abbia fatto veramente la voce grossa con il  Brasile. Eppure la ragione era tutta dalla sua.

Ferdinando Pelliccia

 

AGGIORNAMENTO 13 gennaio 2019 – Preso Cesare Battisti: era in Bolivia, già da oggi potrebbe tornare in Italia

RELATED ARTICLES

Back to Top

Pin It on Pinterest

Share This

Condividi - Share This

Condividi questo post con i tuoi amici - Share this post with your friends