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Catalogna: Rajoy detta Ultimatum a Puigdemont “Chiarisca in 5 giorni su indipendenza”

Madrid 12 ott. – Il governo spagnolo intende attivare l’Articolo 155 della Costituzione spagnola, per questo motivo il premier di Spagna, Mariano Rajoy, ha dato cinque giorni di tempo al presidente catalano, leader del movimento indipendentista della Catalogna, se “conferma o meno” che nella giornata di martedì scorso “ha dichiarato l’indipendenza”. Rajoy chiede chiarezza, dopo il nebuloso discorso tenuto da Puigdemont, innanzi il Parlament.

Il premier spagnolo Mariano Rajoy ha dato al leader indipendentista catalano Carles Puigdemont un ultimatum di cinque giorni per “confermare o meno se ieri ha dichiarato l’indipendenza”. E’ quanto compare nella richiesta del governo che attiva l’Articolo 155 della Costituzione spagnola.

L’ARTICOLO 155 DELLA COSTITUZIONE – Il testo dell’articolo 155 della Costituzione precisa che “se una comunità autonoma non rispetta gli obblighi imposti dalla Costituzione o altre leggi o agisce in modo da attentare gravemente agli interessi della Spagna”, il governo di Madrid, “previa una richiesta al presidente della Comunità autonoma, e in caso non sia ascoltato”, possa “con l’approvazione della maggioranza del Senato, adottare i mezzi necessari per obbligarla al compimento forzoso di questi obblighi o per la protezione dell’interesse generale”. L’articolo 155 aggiunge, senza altri dettagli, che, a questo fine, il governo può “dare istruzioni a tutte le autorità delle comunità autonome”.

Minacciato nel 1989 contro il governo autonomo delle Canarie per una questione fiscale, l’articolo 155 non è finora mai stato applicato in Spagna.

11-10-2017 – Mariano Rajoy non usa mezzi termini. Il premier spagnolo, molto amareggiato per la situazione “ambigua” in Catalogna, ha bollato i leader catalani come sleali e pericolosi, per l’attacco portato contro l’unità del paese. Rajoy ha poi sottolineato che “è urgente ripristinare la legalità il prima possibile, per evitare un ulteriore deterioramento economico e tensioni sociali. Non c’è mediazione possibile fra un governo democratico (quello spagnolo) e l’illegalità (del referendum anticostituzionale)”. 

Mariano Rajoy

Mariano Rajoy

I leader catalani “hanno portato avanti un attacco assolutamente sleale e pericoloso” all’unità spagnola e alla “convivenza pacifica tra i cittadini”. Così il premier spagnolo Mariano Rajoy intervenendo al Parlamento spagnolo per riferire sugli ultimi sviluppi della crisi in Catalogna.

“Di fronte a questo attacco alla nostra convivenza la risposta dello Stato è stata proporzionata” ha detto Rajoy, aggiungendo che il referendum del primo ottobre “non è stato un’azione innocente o democratica”, ma era parte “di una strategia politica per imporre l’indipendenza”. “Nessun risultato di questo referendum – ha proseguito – può dare legittimità politica” a pretese di secessione. Rajoy ha parlato di piano “antidemocratico” fin dalla sua origine.

“Da parte mia sono sempre stato aperto al dialogo – ha scandito nel suo intervento al Parlamento – Ho avuto colloqui con i dirigenti della Generalitat e ho sempre mostrato la volontà di comprendere”.

Per il premier spagnolo, in Catalogna “è urgente ripristinare la legalità il prima possibile, per evitare un ulteriore deterioramento economico e tensioni sociali”.

“Non c’è mediazione possibile fra un governo democratico e l’illegalità – ha sottolineato – Non si può negoziare sulla sovranità dell’insieme della Spagna e l’indivisibilità della Spagna”.

In precedenza Rajoy aveva spiegato che il governo spagnolo chiederà alla Generalitat catalana “di chiarire se ha dichiarato o no l’indipendenza. Questa richiesta è necessaria per attivare l’articolo 155 della Costituzione.

“La risposta del presidente della Generalitat segnerà le decisioni che prenderà il governo nei prossimi giorni”, ha detto il primo ministro spagnolo sottolineando che la richiesta di chiarimenti a Barcellona servirà a offrire “chiarezza e sicurezza” ai cittadini di fronte alla “confusione” generata dalle dichiarazioni fatte ieri dal presidente della Generalitat Carles Puigdemont.

L’ARTICOLO 155 DELLA COSTITUZIONE – Il testo dell’articolo 155 della Costituzione precisa che “se una comunità autonoma non rispetta gli obblighi imposti dalla Costituzione o altre leggi o agisce in modo da attentare gravemente agli interessi della Spagna”, il governo di Madrid, “previa una richiesta al presidente della Comunità autonoma, e in caso non sia ascoltato”, possa “con l’approvazione della maggioranza del Senato, adottare i mezzi necessari per obbligarla al compimento forzoso di questi obblighi o per la protezione dell’interesse generale”. L’articolo 155 aggiunge, senza altri dettagli, che, a questo fine, il governo può “dare istruzioni a tutte le autorità delle comunità autonome”.

Minacciato nel 1989 contro il governo autonomo delle Canarie per una questione fiscale, l’articolo 155 non è finora mai stato applicato in Spagna.

Secondo costituzionalisti citati da El Pais, la richiesta al governo autonomo di ripristinare la legalità è un passo obbligatorio per attivare l’iter dell’articolo. Gli esperti sottolineano inoltre che la finalità del 155 “non è di privare la comunità autonoma delle sue competenze, ma di obbligarla ad utilizzarle in accordo con la Costituzione e le leggi”. Si tratta di un intervento puntuale che può durare fino a quando non viene restaurata la legalità e che non permette lo scioglimento del governo o del parlamento locale. Secondo i costituzionalisti, l’articolo 155 può essere applicato in maniera progressiva e nei casi più gravi può far sì che un organo statale assuma temporaneamente le funzioni di un organo del’autonomia.

Tutti concordano infine, scrive El Pais, sul fatto che l’articolo 155 non autorizza l’intervento dell’esercito. Per questo sarebbe necessario la proclamazione dello stato d’assedio, che deve essere autorizzato dalla camera dei deputati, secondo quanto prescrive l’articolo 116 della costituzione.

UNIONISTI TORNANO IN PIAZZA – Gli unionisti tornano domani in piazza a Barcellona. La manifestazione è stata convocata da Societat Civil Catalana, principale organizzazione anti secessionista della società civile catalana, all’insegna dello slogan “Catalogna sì, Spagna anche”.

Domani è festa nazionale in Spagna per El dia de la Hispanidad che celebra la scoperta dell’America da parte di Cristoforo Colombo. Societat Civil, sottolinea il quotidiano El Periodico, ha avvisato che non accetterà “nessuna simbologia o entità che non difenda i valori democratici” fra i partecipanti alla marcia.


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