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Spagna: all’IIC di Madrid la prima personale di Paolo Gioli

3Corpi favoriti dalla notte e’ la prima esposizione personale in Spagna di Paolo Gioli, maestro riconosciuto internazionalmente per le sue ricerche artistiche, fotografiche e di cinema sperimentale.

La mostra, che sara’ aperta dal 27 febbraio al 5 maggio nella sede dell’Istituto Italiano di Cultura a Madrid, si compone di sessanta opere, dai primi grandi disegni del 1962-63 ai lavori successivi che dagli anni Settanta contaminano le tecniche della fotografia, della pittura e della serigrafia. Ampio spazio viene dedicato alle ricerche sulla Polaroid, con i cicli dei Toraci (1981-2007), delle Vessazioni (2007-2010), delle Naturae (2007-2010) e dei Luminescenti (2006-2010), dove l’artista realizza trasferimenti su diversi supporti come la carta e la seta. Anche la sperimentazione fotografica in bianco e nero e’ inclusa nelle serie dei Fotofinish (Volti attraverso, 1987-2002) e degli Sconosciuti (1994-2015), mentre il cinema e’ rappresentato da due opere: L’uomo senza macchina da presa (1973-1981-1989) e Volto sorpreso al buio (1995).

Paolo Gioli (Rovigo, 1942) e’ un artigiano della memoria e del sogno, capace di dar forma contemporanea alle radici della nostra cultura visiva. Dopo aver frequentato, nei primi anni ’60, la Scuola Libera del Nudo presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia, si trasferisce a New York dove conosce il New American Cinema. Rientrato in Italia, prosegue le sue ricerche negli anni fino ad oggi utilizzando tecniche quali il foro stenopeico, il fotofinish e la Polaroid. Abile nel realizzare innesti e sovrapposizioni di tradizioni apparentemente inconciliabili, Gioli crea icone inedite, capaci di raccontare le infinite rappresentazioni che l’uomo ha costruito per misurarsi con il mondo e con il proprio corpo, con l’inconscio e le figurazioni del divino. Il catalogo, prodotto dall’Istituto Italiano di Cultura di Madrid, impaginato dall’artista, edito in lingua italiana e spagnola e curato da Giuliano Sergio, contiene una presentazione della critica d’arte Gloria Moure, un’antologia dei testi dell’artista e saggi critici di Cle’ment Che’roux, Joan Fontcuberta e Roberta Valtorta.


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