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L’attacco subdolo alla Legge Navale e alla Marina

MARINA MILITARE

Di Giuseppe Lertora  –  Qualche giorno fa è uscito un articolo, nel bel mezzo degli anonimi sul Capo della Marina, che in qualche modo e con un volo pindarico, poneva interrogativi (insulsi e inadeguati, ma tempestivi..) sulla Legge Navale per il rinnovo del relativo strumento, promossa in ‘’avanti e in anticipo’’ secondo la tradizione della Marina, ravvisandone una rivisitazione (cioè riduzione..) nell’ambito Difesa alla luce dei lineamenti dettati dal nuovo Libro Bianco. Il latore di tale proposta, forte di una posizione attuale in un think-tank che analizza poco, ma spesso spara a zero tentando di far marchette ‘’cicero pro-domo sua’’, nonché sulla sua past-presenza a Palazzo Chigi, quale consigliere del Presidente del Consiglio pro-tempore (nominato capo della sua FA, in buona misura per il suo interessamento alla tragedia del Cermiss), ora si unisce al coro delle iene per colpire proditoriamente la Marina tentando di cavalcare surrettiziamente il Libro Bianco, e quindi affossare la Legge Navale sul merito. Oggi torna sull’argomento con alcune interviste dello stesso tono sostenendo l’inadeguatezza della Legge Navale per le nuove sfide della Difesa nel settore navale, senza assolutamente motivarne le ragioni, ma concludendo che ci vogliono più aerei ‘’ per la permanenza espansa’’? (che vorrà mai dire?) sugli obiettivi. Quindi, sostiene che, oltre a rinforzare adeguatamente i reparti delle Forze Speciali (cosa giusta), siccome ‘’il Libro Bianco già definisce le priorità per la difesa degli interessi nazionali circoscritte nell’area euro-mediterranea…quelle erano indicazioni preziose sulla fisionomia della componente marittima..’’ afferma implicitamente, ma non tanto, di rivedere la Legge Navale per riequilibrare le altre componenti, togliendole risorse. Si pensava che i corvi volassero solo intorno al bacino lucano, con anonime vigliacche scagliate personalmente contro il Capo della Marina, ma qui si va contro il futuro di una FA e questo è intollerabile soprattutto se, chi lo fa, è notoriamente schierato a favore di altra FA. Finora non ho voluto esprimermi sulla situazione che riguarda l’Ammiraglio De Giorgi, ed anche qui non lo farò visto che le indagini sulle intercettazioni e sugli anonimi sono in corso, tuttavia va detto che lo stesso si è battuto come un leone, con forza, coraggio ed il carattere di un Capo per evitare di far morire la Marina nel prossimo futuro; promuovere la propria FA ma soprattutto sostenerne la sopravvivenza è ancora più encomiabile. E, se per conseguire tali risultati, è stato necessario far conoscere la triste realtà e dichiarare ‘’la sicura morte della Marina nel decennio a venire’’ per convincere i politici, fare audizioni specifiche sull’argomento, illustrazioni al mondo economico e industriale, per finire con quello sindacale, stabilendo rapporti e relationship con quei mondi che normalmente poco spartiscono col mondo con le stellette, tanto meno quando ‘’qualcuno batte cassa..’’, ben venga! Ora, col senno di poi e con una sicura acrimonia, si vuole sostenere che la flotta andava rinnovata in accordo con le capacità esprimibili nel solo teatro euro-Mediterraneo – come sostiene parzialmente l’opinabile Libro Bianco- e non con altre ambizioni ‘’oceaniche’’ di intervenire al di fuori, seppure per tutelare i nostri interessi nazionali?. La tempistica talvolta è importante, perfino essenziale; il progetto della Legge Navale risale al febbraio del 2013, condiviso sia ambito Difesa che a livello politico dell’allora Governo tecnico di Monti, e dai successivi due governi -Letta e Renzi -che si sono succeduti; non si trattava di portare avanti una visione speciosa Marino-centrica, perché trattandosi di sopravvivenza, l’esigenza è stata sposata da tutti, Parlamento compreso. Così come il tempo, di chi si sveglia oggi per comodo o interesse di bottega, o ancor peggio colpendo alle spalle ‘’i propri cugini’’, fa dubitare sulla buona fede di questi ‘’pensatori’’ che non perdonano facilmente che la Marina –per tacere della propria Aviazione di Marina- ha un’efficienza ed un’efficacia nelle operazioni straordinarie se comparate con altre componenti, anche per quel binomio vincente rappresentato dalla Nave (meglio se porta anche gli aerei imbarcati..) più aeromobili che ne fa un moltiplicatore di forza unico e assolutamente valido come dimostrato in ‘’n’’ situazioni, anche emergenziali. MM AEREICiò anche per consentire ‘’quella permanenza espansa ‘’ sugli obiettivi che non è certo, e mai realizzabile, anche con un rilevante numero di velivoli proveniente da basi a terra, vista la loro difficoltà a coprire le aree euro-Med, per tacere di quelle ‘’allargate’’! I fatti ed i risultati contano, non le idee balzane a favore di questo o quello; tralasciando altre operazioni, dal Kossovo alla Libia, se esaminiamo le capacità espresse per esempio in Afghanistan nella lotta al terrorismo, e la fisionomia ‘’expeditionary’’ che le nostre FFAA debbono possedere, c’è da riflettere: nell’operazione Enduring Freedom i velivoli imbarcati della Marina hanno cominciato a volare sui cieli di Tora Bora per combattere i santuari dei talebani dopo due mesi, a Novembre, dal 9/11 con operazioni encomiabili e molteplici rifornimenti in volo; altri ci hanno messo 8 anni per schierare velivoli nell’aeroporto di Mazar el Sharif : altro che permanenza espansa, forse sarebbe meglio chiamarla tardiva, se non comunque, poco utile. Peraltro il Libro Bianco non esclude assolutamente l’impiego dello strumento militare anche in teatri cd. Fuori Area, magari nell’ambito d Alleanze come la NATO o l’UE, o ancora nella cooperazione di Volenterosi (Coalition of the Willing) per la tutela degli interessi del mondo occidentale, ed anche di quelli tipicamente nazionali. Né si può pensare – considerata la situazione più generale e le minacce prevedibili (dalla pirateria al terrorismo)- che si costruiscono ‘’bagnarole’’ per il solo Mediterraneo che non possono mettere il naso fuori da Gibilterra o dal Mar Rosso, per far piacere a qualcuno solo perché si spende meno o diversamente. Le UUNN della Legge Navale tengono conto anche di tali esigenze; con i pattugliatori polivalenti, o con L’LHD si può operare con efficacia dovunque, non solo nel Mare Nostrum, mentre ‘’circoscrivere’’ le costruzioni a semplici pattugliatori –magari costieri- sarebbe stato professionalmente e operativamente scellerato e spreco di risorse. Tutto si può dire, tranne che la Legge Navale sia stato uno sfizio, ed uno spreco di risorse,anzi; la L.N. è vitale per la Marina e per il nostro Paese: c’è un valore aggiunto nell’investimento pari a 6 volte il capitale investito, una crescita industriale della cantieristica e sistemistica, una tutela dell’occupazione in quei settori, con buone chances anche di promozione e marketing nel settore specifico a livello internazionale. Forse non è sufficientemente noto che la Marina nel prossimo decennio dovrà mettere in disarmo per vetustà circa 50 navi di varia taglia, mentre con la L.N. ci sarà un recupero assai parziale – a numero, molto meno del 50% – con 10-12 nuovi bastimenti normalmente di dislocamento superiore ma con capacità davvero multiruolo su piano militare, e ‘’dual use’’ per l’utilizzo da diversi dicasteri: primo fra tutti la Protezione Civile in caso di calamità, proprio sfruttando quella innata flessibilità, capacità expeditionary, autonomia e indipendenza e ‘’capacità di persistenza espansa connaturata con le stesse UUNN della L.N. e più in generale da quel binomio stretto con i mezzi ad ala fissa e rotante dell’Aviazione imbarcata. Mi sembra di ricordare la famosa favola ‘’del lupo e dell’agnello’’ per cui, a prescindere da altre considerazioni di merito, premesso che sui tempi non si può barare,(neppure le belle signore ci riescono…), val la pena sottolineare che è nato ben prima il progetto della L.N. anche della sola intenzione di scrivere il Libro Bianco. Che come noto, è stato avviato per decidere inizialmente sulla vexata questio del numero di F-35 da acquisire, da parte dell’attuale Ministro della Difesa, per poi ampliarlo ad una vision sulle future minacce e sulla conseguente pianificazione e dimensionamento, tra l’altro, dell’intero comparto Difesa. Ma a proposito di quella ‘’persistenza espansa’’, emersa proprio con la proposta di acquisire 130 F-35, per contrastare da soli una presunta invasione delle flotte aeree della già scomparsa URSS, ci si domanda quale fosse il razionale operativo, strategico ed il ritorno industriale- occupazionale di quell’impresa: zero in concettualità operativa, zero in ritorni industriali e occupazionali, pagando solo un livello massimo e spropositato di ambizione.MMAEREI2 La Legge Navale risponde invece a razionali acquisiti da (quasi) tutti in quanto l’Italia è un Paese immerso nella marittimità, da cui dipendono tutti i rifornimenti via mare, dalle materie prime ai trasporti energetici; è pertanto essenziale tutelare la libera circolazione nelle rotte marine, e di conseguenza disporre di uno strumento navale con capacità adeguate a tutela degli interessi di difesa nazionale nel quadro di di una politica europea e delle tradizionali Alleanze: è pertanto lapalissiano che ci voglia- a fronte delle minacce attuali e future- uno strumento navale adeguato, flessibile e autonomo, proiettabile e integrabile, efficiente ed efficace, per la nostra sicurezza e lo sviluppo del nostro Paese. Limitarlo alle sole esigenze, pur vitali della Marina, è concettualmente errato e pericoloso; la Legge Navale è sacrosanta e le proposte di rivisitazioni sono capziose e perfino insensate: pertanto si valutano del tutto inadeguate sotto ogni profilo; le riduzioni inaccettabili in termini di efficacia e flessibilità dello strumento pensato e pertanto inammissibili. A meno che qualcuno non pensi che si debba diventare un paese senza Difesa, come il Costarica…paese delle banane, ma senza i nostri problemi di sicurezza, senza pirati e senza ISIS alle porte: allora potremo rivedere e forse anche cassare la Legge Navale, senza Difesa, senza Navi, ma prima ancora senza aerei! Con l’auspicio che quei centri think-tank riescano a far girare meglio i neuroni nei nodi sinaptici della ragionevolezza e della competenza, shuntando invece quelli dell’acrimonia e dell’assurdo!

 


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