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21 anni fa nasceva la cosiddetta seconda Repubblica

In queste ore nasceva la seconda repubblica – 21 anni fa, il popolo Italiano si esprimeva alla urne in un voto storico.

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Erano in 3 a concorrere per Palazzo Chigi; il Cavaliere milanese Silvio Berlusconi, il piemontese Achille Occhetto e il sassarese Mariotto Segni detto Mario. Era la grande sfida del 1994; anno da non dimenticare. Tra le compagini in competizione il Polo della libertà o Polo del Buon Goveno, il PDS (Partito democratico della Sinistra) e il Patto Segni o Patto per l’Italia.
E’ il contesto che ci interessa in questo caso, non tanto i vincitori o i vinti anche se poi, come giusto che sia, riporteremo anche i dati tecnici. La svolta è epocale. Nomi mai sentiti prima e leader sconosciuti ai più. Cinquant’anni di storia partitica del nostro Paese spazzati via in pochi attimi, dalla bufera mediatico/giudiziaria denominata Mani Pulite o Tangentopoli.
Tutti a casa, volenti o nolenti. Paradossalmente coincidono anche le ere; chiude il secolo Novecento e si spengono i riflettori sulla cosiddetta Prima Repubblica, quella che aveva dominato lo scenario politico dall’immediato secondo dopoguerra in poi. Un lungo periodo, principalmente guidato da governi monocolore DC, ma anche dal pentapartito e dalla triplice alleanza del CAF tramite il leader del rosso garofano Mr. Craxi. Cinque decadi dove il PCI non riesce mai ad accaparrarsi il governo centrale di Roma, ma tenendosi ben stretto quello periferico; tra faraoniche feste dell’Unità e Coop miliardarie. Quello di via delle Botteghe Oscure e del capo osannato Enrico Berlinguer, pur “strappando” con Mosca, rimane nel corso degli anni il partito più pericoloso ed influente all’interno dell’Europa Occidentale. C’è la falce e il martello in quelle bandiere, uno scudo crociato in quella di Piazza del Gesù’, e un bel fiore rosso che fa capolino sulla giacca di quel buon Socialista di nome Bettino. Che storie ragazzi… che politica… che anni… e che uomini. Statisti con la “S” maiuscola, dall’una come dall’altra parte. Potremmo scrivere migliaia di pagine su questi argomenti e sul ruolo vero, dei leader di quei tempi andati… Scandiamo però velocemente gli eventi.
Gli anni Cinquanta, la ricostruzione Marshall con i tanti dollari americani, tutti in piedi, si riparte. Cosa dire poi del miracolo dei Sessanta, con la lambretta Innocenti, il mito di Grace la Principessa, Jackie la “first” e il sound dei 4 baronetti di Liverpool. E dei Settanta, misteriosi e dannati, duri e difficili per molti aspetti; con la vicenda Moro in primis e il sangue di mano stragista per le vie, tra le piazze e sui vagoni. Di certo i migliori sono poi gli Ottanta, considerati e definiti all’unisono “i magnifici”, per crescita, posti occupazionali, boom economico, status e modus vivendi. Elettrodomestici, TV color, drive In, Disco music d’oltre oceano e le gesta di John Travolta fanno sognare quella straordinaria generazione. Il festival dei fiori quando era una cosa seria, con Umberto Tozzi e le sue “Notti Rosa”. In politica l’asse tutto Socialista Pertini – Craxi di quei momenti ha segnato forse il periodo più eclatante e l’apoteosi per il nostro “bel Paese”, avvicendato – il primo – ottimamente dal grande “picconatore” sardo Francesco Cossiga. Che Italia! Si indigna il premier a Sigonella quando alza un muro di ostinazione contro il grande e indiscusso Reagan. Coraggio da vendere, non c’è che dire. Oggi oramai svanito negli oblii dei palazzi.
Avevano carattere quegli uomini, Craxi cosi come il verace ex partigiano Pertini…. per non parlare dell’uomo che “è morto” per la Gladio; l’emerito Francesco. C’è solo da immagine cosa avrebbero fatto oggi per i due Marò quei SIGNORI. Il diavolo a quattro.
Tutto questo in pochi mesi è stato sgretolato, distrutto, eliminato come un altissimo castello di carta che precipita dopo un soffio di vento. Morale della favola? Il “pool” di Milano mette alla gogna l’intera classe politica; partono migliaia tra avvisi, arresti, mandati e “sputtanamenti” a mezzo stampa senza precedenti. Crolla tutto… e per cosa? Ma la questione più importante è: a cosa è servito?
Quanto accede oggi è sotto gli occhi increduli di una nazione; il 90% dei consigli regionali, provinciali, comunali, centrali e periferici sono – per la maggior parte dei casi – parimenti se non peggio a quelli sopra descritti. Con una differenza sostanziale però, che prima il popolo mangiava, ora, invece, è alla fame! In quella storica tornata gran parte dell’elettorato moderato del nostro Stivale sceglie il progetto rivoluzionario e convincente del Cavaliere affiancato dalla Lega di Umberto Bossi (anch’essa appena costituita), stravincendo con oltre 16 milioni di voti pari al 42,84% dei consensi surclassando gli altri due schieramenti. Il PDS, ovvero “la gioiosa macchina da guerra” di Achille, si ferma al 34% mentre la lista Segni al 15% circa.
La giustizia e le “bolle” mediatiche susseguitesi per mesi frenano quella classe politica di un tempo ma non quell’immenso bacino elettorale che volle continuare a sperare con Silvio Berlusconi; l’imprenditore vincente – nella vita privata – e su tutti i fronti!
Il resto è storia dei nostri giorni, con il susseguirsi di leader e premier accomodatisi a Palazzo Chigi ma senza il benestare del sacrosanto suffragio elettorale… Ma la romantica nostalgia rimane; indelebile e insanabile tra chi, come noi, non dimenticherà mai i momenti “magici” di un’Italia che era quarta ricchezza nonché gioiello e vanto dinnanzi al mondo intero.
      

Mirko Crocoli

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