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Pensioni e vitalizi all’italiana: privilegi, falsi e farse

Dalla SIP dei Vice Comandanti Generali della G.d.F e dei C.C., alle pensioni di platino dei magistrati della Consulta, a quelle farlocche, fino agli eterni e pregiati Vitalizi dei politici, e non solo!

mangiasoldiSecondo alcuni esperti di economia le pensioni e i vitalizi incidono sulla spesa globale del nostro Stato per circa un terzo, cioè per oltre 280 miliardi di euro, di cui una buona fetta è spesso incomprensibile, frutto d’inganni e d’incredibili opportunismi, di favoritismi e clientelismi protrattisi nel tempo secondo il famigerato concetto dei ‘’diritti (meglio privilegi) acquisiti’’ che abbraccia in modo bivalente  la previdenza  e l’assistenza, creando un buco nero che grava sulle spalle dei contribuenti onesti e mette a rischio il loro futuro. A parte le pensioni farlocche, dei falsi ciechi, dei braccianti e di quelle create dalle fantasie italiche, le restanti ‘’dorate o speciali’’ di solito risultano elargite in modo legittimo magari con leggine o con modifiche dell’ultimo momento applicate con inusitata rapidità soprattutto quando riguardano i politici, i loro vitalizi, che non si toccano anche se sono tre, quattro, cinque e assai cospicui. Peccato che la stessa prassi non si applichi al comune cittadino che deve segnare il passo, pagare per intero i relativi contributi fiscali, e attendere sempre più anni per vedere riconosciuti i propri magri diritti previdenziali. Non si tratta solo di equità sociale, ma certe ingordigie e altre sconcezze del comparto previdenziale fanno torcere le budella delle persone ‘’normali’’; che dire del pensionato più ricco dell’INPS che arriva a percepire 90.000 euro al mese, all’onorevole  che è stato in Parlamento un solo giorno e ne ha ricavato un vitalizio, all’ex-Presidente del Consiglio che ha tagliato le pensioni degli altri ma ha mantenuto le sue, ancorché numerose e sostanziose, percependo quasi 40.000 euro-mese, e tantissimi altri casi assai simili, per tacere  delle pensioni baby, di quelle ‘’speciali’’ per cui addirittura non si sono pagati contributi, e via dicendo?  Sembra quasi che, oltre a produrre nuove gabelle ed erodere le pensioni normali, i governi, a prescindere dal colore politico, non si curino di mettere un po’ d’ordine e di giustizia nel settore delicato previdenziale: forse hanno capito che ‘’chi tocca i fili (della pensione) muore’’ e il rischio di pagare un caro prezzo elettoralistico, andando a impelagarsi nella giungla previdenziale, è troppo elevato!   Nemmeno a parlarne; chi non ha visto qualche giorno fa il Santoro  di servizio pubblico inalberarsi al solo cenno di ridurre un poco il suo vitalizio di ex-politico per solidarietà? Chi si è perso  la scena pietosa di quel Capanna populista nell’Arena che, alla proposta di elargire il 10% del suo discutibile vitalizio, ha dato letteralmente in escandescenze? E se chiedessimo di ridurre o rinunciare ai vitalizi assegnati a capitani d’industria quali Romiti, De Benedetti, e Benetton, oppure a divi dello spettacolo come Celentano, la Carrà o la Loren, per tacere dei mafiosi, pensate che li darebbero in solidarietà ai clochard?

Uno Stato democratico e basato sul diritto, tuttavia, dovrebbe fare il possibile per porvi rimedio facendo controlli estesi e rigorosi sulle false pensioni e avere il coraggio di rivisitare con rigore quelle situazioni  ‘’dorate’’, di cumuli previdenziali per la vita, di pensioni a zero contributi che gravano per decenni sulle spalle degli ignari cittadini, di quelle indennità speciali o regalie –anche qui a zero contributi- date all’ultimo giorno del servizio attivo ad alcuni privilegiati ben sapendo di prassi consolidate (attribuzione dell’incarico a rotazione dei Vice Comandanti della G.d.F e dei C.C.; attribuzione al magistrato più anziano di Presidente della Consulta qualche giorno prima della quiescenza,ecc) che gravano sensibilmente sulla finanza pubblica ed appaiono strumentali al raddoppio  ‘’last minute’’ di alcune pensioni già VIP, più che funzionali al reale bisogno/incarico  di tali soggetti. Purtroppo bisogna ammettere, anche se con rabbia, che ‘’la vocazione  alla voracità e l’arte italica di arrangiarsi’’ si estende sulle pensioni in modo trasversale sia sotto il profilo politico e degli incarichi istituzionali,  sia nel sociale dove tutti si arrangiano – dai VIP ai braccianti-  con un comune  e preciso obiettivo: una volta procacciato ed assicurato il malloppo, nessuno, per nessun motivo, lo molla  o intende ridiscuterlo, ma i beneficiari  anzi accampano a gran voce ‘’il diritto acquisito’’ inalienabile ed immutabile  adducendo allo Stato democratico di diritto. Ipocrisia e ingordigia dominano su tutto il campo.

Il Presidente della Corte dei Conti, in occasione della recente apertura dell’anno giudiziario ha rilevato, ancora una volta, ma con toni diversi, le questioni prioritarie della nostra giustizia amministrativa  e che ‘’la situazione dell’illegalità, dell’evasione fiscale  e della corruzione nel nostro Paese permane gravissima, condiziona la stessa ripresa economica, la crescita, e c’è il pericolo di assuefazione sociale al malaffare….bisogna rivedere il ruolo dello Stato,  e smagrirlo..’’ Come dargli torto? La Corte comunque dovrebbe essere la prima ad aumentare i giri, cioè le verifiche, i controlli e le indagini al fine di bacchettare coloro che delinquono, gli evasori ed i corrotti, dando anche il necessario contributo per snellire le istituzioni statali  ed evitare -ad esempio- che un qualunque TAR tenga, per una infinita valutazione di merito, pratiche e progetti emergenziali, che avrebbero forse limitato i disastri alluvionali, come occorso a Genova.

Sullo smagrimento dello Stato non si può che essere totalmente d’accordo; le cause strutturali della crisi non si spiegano soltanto con il malfunzionamento degli apparati statali in quanto gestiti e diretti da una classe di disonesti e incapaci. L’infinità di esempi di sprechi, inefficienze, e privilegi rappresentano gli effetti più che le cause che, invece, vanno ricercate nella natura dello Stato e nella cultura della sua classe dirigente; cioè, non è detto che sostituendo alla testa dello Stato i disonesti con gli onesti, le cose cambierebbero subito e in meglio. Certo, se si mettono persone oneste e capaci ( e non i soliti amici),le cose un poco migliorerebbero, ma bisogna modificare  drasticamente lo Stato invasivo, sclerotizzato da una burocrazia arrogante quanto inefficiente, lo Stato della spesa pubblica incontrollata e delle tasse abnormi, lo Stato illiberale che esercita il potere combattendo la ricchezza e la proprietà, per distribuirla surrettiziamente  sotto forma di benefici personali, di facilitazioni,  affinché le classi meno ricche si sentano ‘’più eguali’’, e prodigo di assistenzialismi al limite di ogni logica. Al solito, invece, si combatte ciò che è più comodo, più facile; combattere la ricchezza è assai più semplice e redditizio, meno rischioso che non combattere la mafia, l’evasione fiscale, la corruzione, e trasferire con buonismo risorse ingenti ad un Welfare populista, spesso fasullo; due esempi su tutti: togliere ai ricchi? per foraggiare quelle pingui casse integrazioni  che non invogliano certo a convertirsi–pensiamo allo scandalo dei piloti ex-Alitalia in CIG per 7 anni con stipendi dai 4000 agli 11.000 euro al mese (che comunque non bastano!!!); imbonire alcuni col famoso ‘’bonus’’ degli 80 euro per chi è sotto una certa soglia, dimenticandosi dei pensionati, con un implicito invito a votare per il politico benefattore. Mah!

La soluzione necessaria è certamente quella di una bella cura dimagrante dello Stato, di una riduzione del suo ruolo e della sua ingombrante presenza, con una drastica de-regolamentazione che attenua i poteri, e di una ridefinizione in senso liberale delle sue funzioni – mediante liberalizzazioni e privatizzazioni- con una vera autonomia della società, e soprattutto dell’individuo.  Basta col clientelismo e nepotismo, da sanzionare con rigore; basta con le guerre ideologiche contro chi ha una propria ricchezza considerata come una ‘’colpa immorale’’; basta col spargere benzina sul fuoco alimentando acrimonie e invidie fra generazioni.  Troppi sono gli approcci ideologici e populisti; i governanti non pensano come concretamente far ripartire l’economia e l’industria del Paese, ma spesso si rifugiano nel considerare la ricchezza, anche quella modesta, come un fatto morale, anziché sociale; di più, alcuni hanno trovato assai comodo politicamente  equiparare la ricchezza individuale con l’evasione fiscale, con effetti sociali devastanti.   Ciò che bisogna combattere è la corruzione e l’evasione fiscale in quanto tali, insieme con quei mostri vitalizi insensati  e di quelle indennità Speciali creati dalle fantasie, dalle ingordigie e dai misfatti  delle classi dirigenti pro-tempore, non accanendosi contro la ricchezza  che, spesso, è la locomotiva trainante del progresso e del benessere sociale di una Nazione. Si deve combattere la prassi delle ‘’n’’ nomine di quei ‘’grand  commis’’ che accumulano decine d’incarichi di vertice lautamente prezzolati, spesso a prescindere dal merito e dalle competenze, ma solo perché sono nel giro ‘’degli amici’’; si deve combattere l’welfare distribuito ad ombrello, a pioggia, soprattutto nei confronti dei malavoglia, mentre andrebbero privilegiati coloro  che hanno avuto una malasorte, senza limiti e sciocche burocrazie; si deve combattere la assuefazione alle ingiustizie, attuando una revisione strutturale della Magistratura, e le Corti dei Conti, quelle d’Appello e perfino i TAR dovrebbero essere rinnovati profondamente, ‘’scolorandoli’’ ed evitando palesi conflitti di interesse; si deve combattere – soprattutto- la deriva valoriale che ha toccato i vari strati della società anche con sistemi mafiosi e di palese corruzione.    E, poi, mettere mano con coraggio ad alcuni problemi paradossali, d’indennità e di vitalizi dorati, illogici e inaccettabili. Alcuni VIP ( Comandante Generale della Guardia di Finanza, dei Carabinieri, il Capo della Polizia Penitenziaria, e i Capi delle diverse Forze Armate, più il Segretario Generale della Difesa…) sono destinatari gelosi della SIP, Speciale indennità pensionabile, che oggi supera i 24.000 euro circa al mese, per 13 mensilità, cioè di oltre 300.000 euro all’anno (oltre lo stipendio e varie, che in totale assommano a cifre vicine, se non superiori a 500.000 euro!).

La nascita della SIP risale al 1981, con la ratio di ‘’pagare’’ alle forze dell’ordine, il rischio connesso con l’imperversante terrorismo; a quell’epoca, poteva avere un senso per chi si esponeva sul campo, ma oggi?  Assurdo per diversi motivi: Il primo, ovvio, è che se la SIP era plausibile (ancorché abnorme nel quantum) e connessa al ‘’rischio’’ (ormai inesistente) nell’ assolvimento del loro incarico quando in servizio attivo, dovrebbe decadere naturalmente al cessare dell’ incarico e quindi del rischio, che notoriamente in pensione non c’è più! Una prebenda incredibile in pensione. Il secondo è quello che la SIP rappresenta un regalo totale che non conosce stato giuridico (servizio, ausiliaria o congedo assoluto), per cui non viene pagato un solo euro sul piano dei contributi!

Desta, altresì, meraviglia che la giustificazione addotta dalla C.d.C in merito alla SIP dei Vice Comandanti sia fulcrata su una data fittizia, quella dell’entrata in vigore del cd. Codice dell’Ordinamento Militare, dal 9 ottobre 2010, che è solo una ricognizione di Leggi, ma che nulla innova rispetto alle norme preesistenti; ciò appare uno spartiacque surrettizio, una benevola concessione ai Vice  antecedenti a tale data, che hanno preso il malloppo per intero ma appaiono ora –a detta loro- immuni da censure. Ma la domanda che l’ignaro cittadino, al di là degli azzeccagarbugli, si chiede, è: la SIP dei ViceComandanti era legittima o no? al Vice Comandante CC o GdF che ha svolto la funzione ante l’ottobre 2010, gli verrà quindi salvaguardata la regalia connessa alla SIP ed al suo computo nell’ausiliaria? chi, invece lo farà a valle, non potrà usufruirne. Ora che finalmente è stato chiarito l’arcano della SIP indebitamente riscossa dai Vice CC e GdF, a livello giurisprudenziale, logico sarebbe richiedere la restituzione dei ‘’crediti’’ all’Amministrazione, cioè ai cittadini che pagano le tasse.   TUTTI devono restituire i crediti che lo Stato avanza nei loro confronti, altro che spartiacque! Quali le azioni del Governo (o Difesa) e della Magistratura per riportare un minimo di equità anche in tale settore? sarà promosso l’Appello da parte della Difesa, a tutela dei superiori interessi dell’Amministrazione o tutto passerà in cavalleria?    Che dire poi, a proposito di prassi benefiche, della fortuna di chi siede nella Corte Costituzionale che all’atto della pensione si vede recapitare un assegno netto di oltre 21.000 euro/mese (Zagrebelsky docet), a cui si somma l’uso gratuito di un’auto di grossa cilindrata con autista da utilizzare in tutto il territorio nazionale, con spese di bollo, assicurazione, parcheggio e manutenzione,ecc a carico del cittadino? Non basta il vitalizio, ma anche l’auto blu per la vita! Perché non si mette mano alla perniciosa prassi, per alcuni versi simile a quella della rotazione ‘’last minute’’ dei Vice Comandanti della G.d.F. e dei C.C., che prevede sia nominato Presidente della Corte Costituzionale il magistrato più anziano, cioè quello più vicino alla scadenza del mandato, cosicché tutti hanno la possibilità di sedere nello scranno più alto, e più ricco, quale Presidente, anche se svolgono l’incarico per pochi giorni, giusto il tempo per ritirarsi con un vitalizio doppio, e  con l’auto blu per la vita!    Bisognerebbe scrivere un libro per denunciare le nefandezze legalizzate connesse con i vitalizi, le pensioni false, quelle baby, e non basterebbe; si consiglia di leggerne – a chi dovrebbe porre riparo per eliminare tali pazzesche iniquità – almeno un paio, ben  documentati e pieni di dati incontrovertibili: ‘’Sanguisughe’’ di Mario Giordano e l’ormai famoso ‘’Casta’’ di Rizzo e Stella.

Senza voler fare i donchisciotte, si inizi pure dai falsi invalidi; esistono numeri abnormi in Italia considerata l’illegalità diffusa che nessuna inchiesta della magistratura è stata mai in grado di fermare del tutto: il solo capitolo dei falsi invalidi vale per l’INPS 16 miliardi ogni anno. L’altra partita da giocare è quella sui vitalizi dei super politici, dei capitani d’industria, dei VIP dello spettacolo, dei condannati, fino alle baby-pensioni: se questi sono i veri e più ingenti sprechi perché non s’impiegano in maniera davvero massiccia le forze istituzionali (G.d.F. e C.C.) per indagare su queste storture o addirittura reati?   Che cosa hanno fatto di mirabolante queste persone per percepire una pensione così sontuosa? Quali clientelismi e facilitazioni formali giustificano tuttora la loro corresponsione e quali omertà politiche e sociali si nascondono dietro quei privilegi? Poi, dopo aver tolto il marcio e le incongruenze, dovute per lo più a favoritismi e a errori marchiani dei sistemi politici nazionali e regionali (con riferimento particolare alla Sicilia), che hanno governato finora, si potranno avviare altre iniziative che tuttavia non contrappongano immotivatamente le generazioni fra loro.    Il proposito del nuovo direttore dell’INPS- Boeri- di attaccare ‘’le ricchezze’’ di alcuni pensionati che hanno regolarmente pagato i contributi dovuti per legge, siano essi basati sull’allora esistente retributivo, e/o contributivo, per riversarle sulle più povere o per tappare i buchi dei poveri esodati della Fornero, è del tutto opinabile per la manifesta illiberalità, populismo e tentativo demagogico di eguaglianza ‘’pelosa’’. Non sono loro i responsabili della situazione in cui ci troviamo, ma ben altri!

I pensionati ‘’regolari’’ che hanno lavorato tutta una vita sono stanchi di doversi difendere da sciocchi attacchi del galoppante populismo; troppo spesso emerge la netta sensazione che alcuni rampanti vorrebbero  rottamare gli anziani anche con metodi non proprio tollerabili.   Emblematico il recente decreto Madia, dello scorso agosto, che toglie ogni possibilità di assumere incarichi pubblici ai pensionati, destinati ad un riposo coatto in attesa ‘’del camposanto’’, e qualora nominati eccezionalmente per un incarico debbono svolgerlo a titolo ‘’gratuito’’!! E gli amici degli amici non pensionati? Beh, quelli no!, bisogna pagarli e bene! Evviva l’eguaglianza nell’orbe terracqueo italico!

Come mai in tale decreto non sono stati inseriti ANCHE i destinatari dei vitalizi, che sono pluripensionati di platino, e guarda caso si escludono i magistrati della Corte Costituzionale? Sono forse esseri superiori, da privilegiare?  E i pensionati normali figli di un Dio minore?    I valori della dignità e dell’uguaglianza dovrebbero trovare spazio, secondo il dettato della Costituzione, nello spirito del parlamentare che promuove le leggi, oltre che valere sul piano giuridico, secondo cui ‘’la legge è uguale per tutti..’’.  La situazione previdenziale è quindi assai fluida e piena di barriere strumentali e demagogiche; comunque la si potrà  normalizzare, adottando criteri rigorosi di equità sia nel legiferare che nella gestione pensionistica, tagliando innanzitutto gli abusi lobbistici e i privilegi dei vitalizi ma garantendo i diritti acquisiti dei ‘’regolari’’, senza farse, ipocrisie e idee balzane falsamente morali e di solidarietà coatta, che porterebbero ulteriore accidia e invidia sulla già sfilacciata coesione sociale del nostro Paese.

Grillo Scansadore.

 

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