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Nostalgia novecento: 999 EROI e un muro per salvarci

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I 999 eroi sono coloro che diventeranno famosi per averci ridato la libertà. 999 uomini e un capitano! “Armati” fino ai denti. “Armati” ed equipaggiati di tutto punto. Non saranno soldati, non saranno mercenari, non saranno rivoltosi, saranno eroi senza pistole, senza mitra e senza lancia fiamme. 999 muratori specializzati, dotati di spatole, mattoni, filo spinato ed imbracature. Dovranno partire da tutta Italia, paesi, città, borghi, in raccolta a Roma con direzione confini del Nord e spinti da un unico comune sentore; l’amor di patria.
All’altezza di Bologna dovranno dividersi in 10 gruppi da 99 persone l’uno e raggiungere le postazioni chiave. I gruppi si dovranno disporre a ventaglio, dal primo nei pressi di Trieste all’ultimo nelle terre di Ventimiglia, per l’incontro potenziale stabilito a metà, sulla dorsale Alpina.
Il loro compito: alzare un muro di cinta alto 3 metri, largo 1 e mezzo e sovrastato da un lungo filo spinato. No guerrieri, no combattenti, no assassini e no eserciti ben addestrati. 999 muratori e un capitano! Alzare un muro di mattoni e cemento in tempi da record per tutto il confine a Nord della penisola, da ovest a est, questo il loro sacro scopo.
Ripetere, a distanza di oltre vent’anni dalla caduta, le gesta dei sovietici a Berlino. Un nuovo muro, più lungo, più resistente e più motivato per difenderci tutti dal nuovo nemico, che non si chiama Unione Sovietica ma Unione Europea e BCE. E se, come dicono le sacre scritture, c’è un tempo per tutto, allora è giunto anche il tempo di salvare questa nostra piccola Italia.
Il frutto è maturo e che si ritorni subito alla Guerra Fredda. Stesso concetto ma con un nemico diverso; le quinte colonne finanziarie di un’Europa che ci sta distruggendo. Che si alzi il muro dunque, che si ritorni alla Lira nell’immediato, che tornino le esportazioni verso il dollaro, l’amato verdone di un tempo, che si circondino le linee di confine con tutte le forze di terra, cielo e mare. Che si rifondi immediatamente la loggia P2 più forte e più potente di prima, che si ridia il potere alla Democrazia Cristiana, che si cloni Bettino Craxi e Giulio Andreotti, che si faccia rinascere l’operazione Gladio, che tornino a fluire nelle casse i miliardi di dollari dalla C.I.A. Che si forniscano televisori in ogni casa obbligatoriamente MIVAR “made in Italy”, che si blocchi l’importazione di veicoli europei e si vendano solo Fiat (quella di un tempo), che riaffiori la “vecchia” corruzione negli enti pubblici, nelle istituzioni e nella società civile. Che ringiovanisca Rocky Balboa, che si riattivino subito Candy Candy, Dolce Remì e Heidi e che si ritorni a PANE E AMERICA.
Torni  la tensione internazionale, la Federal Reserve e la finanza selvaggia di Wall Street, Sindona e forse il povero Calvi. Nostalgicamente si rimettano in piedi le vecchie banche locali, si ridia il giusto peso alle parole, agli accordi verbali e alle strette di mano. Che si ritorni al denaro frusciante, non limpido ma pur sempre frusciante, che si ritorni ai conflitti sociali e alla finta guerra con Gheddafi. Che si ritorni alla spregiudicata espansione edilizia, quella di Palermo, Roma e Milano e che gli imprenditori del mattone si arricchiscano sempre di più. Che si richiami in Nazionale Paolo Rossi, Tardelli e Cabrini e che si scongeli Bearzot. Torniamo alla Guerra Fredda, quella vera, quella che ci vedeva Regione degli USA, sotto il controllo di Licio Gelli e di Ronald Reagan piuttosto che schiavizzati da Lady Merkel e Bruxelles.
Che si ritorni al compromesso storico e ai giochi di potere della prima Repubblica. Che la magistratura rientri nel suo naturale alveo e si riducano i suoi poteri, che si eliminino dal codice penale eventualmente i reati di corruzione, frode fiscale e finanziamento illecito ai partiti. Che si ridia una valigetta nuova al povero Bettino e che gli si aprano 10, 100, 1000 conti protezione. Che sventoli su tutti i balconi la bandiera a stelle e strisce come quella sul tetto della Casa Bianca, che si rivada subito in Vietnam, a Cuba e che John Travolta ritorni a ballare e a farci sognare il sabato sera. Che si riproponga, che si ritorni e che si riformi il muro di cinta ma al confine, nel  Nord e non a Berlino, perché per chi ha memoria, meglio quei periodi che vedere i nostri imprenditori morti impiccati per la disperazione.
Meglio quando si era colonia degli Usa nel blocco atlantico Nato e in tempi di cortina di ferro, che essere costretti a vedere e sentire quello che sta accadendo oggi. Da quando dalla fine degli anni ottanta è crollato quello stramaledetto muro al centro della Germania tutto è cambiato.
E’ questo il segreto.
E’ tutta qui la chiave di svolta.
Quarant’anni di filo-americanismo malato, ma fatto di benessere, di seconde e terze case, di serenità tra occupazione, fabbriche, spalline, una spaghettata a mezzanotte, palle di specchi nei locali notturni, Umberto Tozzi e tante campagne elettorali. Avevamo un capo, era a Washington, ma si stava bene. Poi, quando gli assetti politici geografici finanziari del globo sono cambiati sin dai primi anni novanta, il nostro mondo è crollato.
Lo scacchiere del potere si è trasformato. L’apertura tra est sovietico ed ovest atlantico ha rimodulato tutti gli equilibri. I nostri liberatori d’oltre oceano se ne sono andati e lo strapotere delle lobby d’Europa ha preso il comando. Ormai nelle mani dei gruppi Bilderberg e di pochi squali assassini “massoni della finanza internazionale”, noi altri, poveri Italiani, siamo alla frutta. Eravamo una nazione ricca, la quarta del Mondo, in guerra contro l’Urss, punto strategico per la linea di confine e avevamo i nostri cari genitori: mamma America e papà Nato.
Ora, cresciuti e abbandonati a noi stessi siamo diventati delle meretrici in totale balia del miglior offerente; ci comprano gli Iraniani, gli Arabi, i Cinesi e perfino i Brasiliani. La globalizzazione ci sta affondando e quei pochi banchieri, del vecchio continente, impoverendo fino al suicidio. Rievocando con sarcasmo i mali di un tempo, quelli della prima Repubblica, fatti di corruzione, mafia e giochi di potere, con estrema realtà si vuol paragonare quei mali ai mali di oggi. Perché è vero che di mafia si moriva, è vero che di bombe si moriva, è vero che i Moro non avevano colpe (forse), ma era un male tarato, studiato, un male equilibrato. La gente comune, la massa del popolo sentiva quei mali ma non li viveva in prima persona, non nella stragrande maggioranza. Morivano 20 per la pace di milioni. Era cosi. Si può anche essere criticati per queste parole. Si moriva, ma non di fame, non di disperazione, non di angoscia.
Quelle case di un tempo ora sono tutte pignorate o svendute all’asta, quel bel vivere ormai ricordi di un tempo e la strage dei suicidi ora cosa comune. Che ritorni dunque un male minore, quel blocco dei mondi, quel muro di cinta, che miracolosamente ritorni Nixon e il suo benedetto Watergate e le trame oscure di un tempo. Meglio un padre padrone che ci da la paghetta piuttosto che fare le squillo in un lurido marciapiede. E dunque; 999 Eroi, e un capitano. 999 muratori e un capo mastro. Una nuova spedizione dei mille comandata da una giubba, nera o rossa che sia! Che si ritorni dunque al muro, per ritornare a vivere, per ritornare a gioire, grazie ai 999 eroi e al suo capitano! Che rinasca l’eroe dei due mondi per una nuova romantica spedizione: quella dei 1000 per liberare 60 milioni di schiavi.

 

Mirko Crocoli

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