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Quegli ultraleggeri che non sanno più volare e cadono

ultraleggeroAncora un ultraleggero precipitato oggi dopo quello di ieri. in  entrambi i casi gli occupanti sono tutti morti. Sempre di più nel fine settimana si sta registrando una vera e propria strage. In questo fine settimana ne sono caduti due. La settimana scorsa ben 5 di questi piccoli aerei si sono schiantati al suolo. In tutti gli episodi verificatisi le indagini per appurare le cause dello schianto sono ancora in corso. Sia della magistratura sia dell’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo, Ansv.  Per ora non è ancora chiaro se sia stato un errore umano o un guasto meccanico a provocare il precipitare degli aerei. Questa drammatica serie di incidenti, avvenuti uno dietro l’altro in meno di 10 giorni, porta a far credere che forse ci sia qualcosa che non va. La natura dozzinale e commerciale di questo tipo di aereo ultraleggero lo rende molto vulnerabile. Con essi si pratica un tipo di volo che solo questi velivoli posso permettere grazie alle loro particolari caratteristiche di velocità, peso, autonomia. In Italia ne circolano più di 6mila.  Essi sono aeroplani più piccoli, aerei che portano poche persone e che volano su distanze limitate. Questo, almeno fino a poco tempo fa,  li rendeva un mezzo di trasporto, di divertimento e di addestramento al volo estremamente moderno e sicuro. Rientrano nella categoria degli ultraleggeri, il deltaplano ed il parapendio e i velivoli a motore, del tipo Acrobatico, Anfibio, Biplano, Idrovolante, Multi-assi e Replica. Il volo ultraleggero è caratterizzato dalla grande libertà che viene lasciata a chi lo pratica e che lo svincola da molte di quelle pratiche burocratiche che, al contrario, contraddistinguono la cosiddetta ‘aviazione generale’. Non ci sono piani di volo da compilare e orari o autorità a cui obbedire. I velivoli sono gestiti direttamente dai loro proprietari che ne curano anche la manutenzione. Si può volare quasi dappertutto e, per atterrare, basta un bel prato. Con questi piccoli aerei infatti, si può decollare ed atterrare su qualsiasi area idonea salvo consenso  del proprietario dell’area. Per operazioni in prossimità o su aeroporti civili occorre invece, un’apposita autorizzazione. Un ultraleggero pronto al volo ha un costo medio di circa 18.900 euro, ma può arrivare a costare anche 80mila euro nel caso di velivoli più avanzati. Esiste anche un esiste un mercato dell’usato e in quel caso il costo medio può scendere. Siti web specifici raccolgono le varie offerte di vendita e acquisto. Uno di questi è: http://www.skysupermarket.it/. Tutte queste caratteristiche rendono un ultraleggero accessibile ad una grande schiera di appassionati. In Italia gli appassionati di ultraleggeri hanno raggiunto quota 12mila. Sebbene gli ultraleggeri nella gran parte dei casi siano di piccole dimensioni, semplici e lenti. Vi sono anche modelli più complessi molto somiglianti ai velivoli convenzionali. Questi sono dotati anche di un carrello retrattile e di un motore turbocompresso con elica a passo variabile che possono raggiungere la velocità di 350 km/h. In ogni caso per poterli pilotare occorre un attestato di idoneità, l’attestato VDS, Volo da Diporto o Sportivo,  rilasciato a seguito di corso seguito presso un aereo club scuola certificato,  da effettuare poi, anche esame e visite mediche specifiche. Il corso basico, rivolto a tutti, consente a chi si avvicina al mondo dell’ultraleggero, di apprendere tramite lezioni pratiche e teoriche, tutto ciò che è necessario per la condotta del volo e poter pilotare da solo un velivolo ultraleggero. Il loro costo varia tra i 2mila ed i 3mila Euro. Il possesso dell’Attestato consente di pilotare aeromobili ultraleggeri da soli. Non è consentito il trasporto del passeggero. Successivamente, dopo aver effettuato almeno altre 30 ore di volo da solista autocertificate, è possibile sostenere un ulteriore esame per essere abilitati al trasporto del passeggero. In Italia, questa categoria di velivoli è regolamentata dalle seguenti norme: Legge 25 marzo 1985, n.106; (<D.P.R. 5 agosto 1988, n 404> ABROGATO da art.24 D.P.R. 9 luglio 2010 n.133); Decreto 19 novembre 1991; D.P.R. 28 aprile 1993, n. 207. / D.P.R. 9 luglio 2010 n.133. La normativa più recente è il DPR del 9luglio 2010, n 133, in vigore dal 17-11-2010, che ha modificato alcune regole per quanto riguarda l’ultraleggero standard (aumento del raggio entro il quale calcolare la quota massima, obbligo del paracadute balistico per le nuove immatricolazioni) ed ha introdotto una nuova categoria, denominata ultraleggero avanzato, introducendo altresì una nuova abilitazione per il pilota quella di pilota avanzato. Finora gli ultraleggeri erano considerati più sicuri degli stessi aerei. Le statistiche erano a loro favore. Ora invece, il rapporto tra ore volate ed incidenti avvenuti depone a sfavore degli ultraleggeri. L’enorme libertà lasciata ai piloti comporta, da parte loro, un grande senso di responsabilità verso i terzi ed anche verso se stessi. Le regole principali sono quella di prendersi cura con grande attenzione del proprio velivolo e non eseguire manovre vietate o al limite delle possibilità di volo del mezzo. Questi velivoli, per il fatto che pesano poco, una eventuale piantata di motore si risolve, il più delle volte, con una planata senza conseguenze per il pilota. Allora la domanda che nasce spontanea è: “Perché sta accadendo questa strage di piloti? Perché un cosi alto numero di ultraleggeri sta precipitando?”. Forse ci sono delle falle nei controlli sulla sicurezza degli ultraleggeri. Forse per l’elevato numero di appassionati, che la categoria ormai annovera, sarebbe necessario adeguare la normativa che li regolamenta e aumentare i controlli. Fino ad oggi è previsto che ci siano controlli ogni 50 ore di volo sugli aerei e ogni 12 mesi gli istruttori vengano posti sotto esame. Per quanto riguarda gli aerei invece, quelli delle scuole di volo subiscono ispezioni giornaliere firmate da un meccanico abilitato. Mentre per quelli di proprietà le ispezioni sono a discrezione del proprietario. Sembra poi, che ci siano molti che invece, non effettuano del tutto i controlli. Forse la troppo libertà che finora ha goduto il volo leggero, a causa di regole elastiche,  ha creato fraintendimenti.

Ferdinando Pelliccia

 

 


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