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Siria Homs. Ancora vittime. Secondo ufficiale dissidente regime usa gas nervino

Mentre a Homs continuano incessantemente i bombardamenti, un ufficiale dissidente dell’esercito siriano, dichiara che il regime sta utilizzando gas nervino. Solo oggi 6 morti. La Merkel intanto vorrebbe sanzioni europee.

 
Il martellamento delle forze fedeli al presidente siriano Bashar al Assad, non si placa. Sulla città di Homs continua l’offensiva delle forze fedeli al regime a suon di cannonate. Solo oggi sono almeno sei le vittime accertate. Un bombardamento continuo e incessante, che sta mettendo a ferro e fuoco la città siriana da parecchi giorni. Secondo l’Osservatorio siriano dei diritti umani, la carneficina continua, per cercare di penetrare in città e mettere a tacere la resistenza dei manifestanti. E per fare questo,  ha dichiarato un capitano dissidente dell’esercito siriano, i militari starebbero usando gas nervino proprio per eliminare in fretta la resistenza in città e poter più velocemente prenderne il controllo. Il tutto – sempre secondo l’ufficiale dissidente, Abdul Salam Ahmed Abdul Razek, che è stato parte integrante del reparto di Guerra chimica dell’esercito leale al presidente Assad – sarebbe perpetrato con la supervisione di Iran e Russia. L’ufficiale ha anche dichiarato che successivamente all’uso nella città di Homs, i militari si accingono a  utilizzare lo stesso sistema anche per altre località siriane, dove la resistenza è maggiore. In particolare, l’uso di gas velenosi proibiti dalle norme internazionale, scatterebbe tra non molto anche per, al Zabadani, e Jebel al Zawia. La Russia, sempre secondo Abdul Razek, sarebbe il fornitore del micidiale gas e l’Iran invece avrebbe un ruolo di consulenza e strategia dell’utilizzo.
Mentre si consuma quello che ormai è considerato quasi da tutta la comunità internazionale come un vero e proprio genocidio nei confronti del popolo siriano, il cancellerie tedesco, Angela Merkel, è tornata a parlare di sanzioni europee verso la Siria. La Lega araba, come aveva già annunciato  domenica, ha deciso di sostenere politicamente e materialmente l’opposizione siriana e ha disposto di chiedere alle Nazioni Unite lo spiegamento di una forza congiunta per cercare di bloccare le violenze nel paese.

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