LiberoReporter

Concordia. Maltempo: sospese tutte le operazioni. Ferrarini interrogato per ore

C’è un fortissimo vento di Grecale, nella zona dell’isola del Giglio, dove venerdì 13 gennaio, è naufragata la nave da crociera della Costa, la Concordia. Onde alte impediscono qualsiasi tipo di intervento a bordo nave, anche se soltanto nella parte fuori acqua. Ricordiamo infatti che le ricerche dei dispersi all’interno della nave nella parte sommersa sono state definitivamente sospese, in quanto non sussistevano più i requisiti necessari a garantire la sicurezza degli operatori. Uno dei problemi principali sono le ampie vetrate della nave, come quella della piscina a poppa, che si deformano e si muovono pericolosamente. Impossibile, con attuali condizioni meteo e quelli dei prossimi giorni non sono certo migliori, iniziare le operazioni per il recupero di carburante. Nei serbatoi della Costa Concordia ci sono oltre 2.300 tonnellate di combustibile: una bomba ambientale a tempo, se per caso dovesse fuoriuscire il liquido dalle cisterne. Ma il rischio per tutto l’arcipelago Toscano è altissimo: in mare ormai si trova di tutto, da detersivi, liquidi disinfettanti, mobili, suppellettili, materiale organico e vari rifiuti della nave, che minacciano già fortemente il fragile ecosistema della zona. Preoccupazione fortissima dunque per la popolazione del Giglio, che vive quasi esclusivamente di turismo, al quale si aggiunge quella del relitto della Concordia, che si trova davanti al porto dell’isola. I tempi di rimozione di quello che rimane della nave, saranno lunghissimi e gli abitanti del Giglio sono fortemente contrariati e temono delle forti ricadute in negativo per la prossima stagione estiva. Un incontro, del comitato sorto tra i gigliesi, con il Commissario delegato per l’emergenza della Costa Concordia, è programmato a breve, proprio per discutere questi aspetti.

Le indagini
Ieri è stato ascoltato per molte ore il manager della Costa, Roberto Ferrarini, l’uomo con cui Schettino ha parlato al telefono dopo l’impatto con gli scogli dell’isola: telefonate che si sono susseguite per tutto il tempo, dal momento dell’incidente all’abbandono della nave. Sono queste le fasi messe sotto la lente d’ingrandimento degli investigatori, per cercare di capire cosa si siano detti Ferrarini e il comandante della Concordia, Schettino, in quelle ore di conversazione. Si cercherà di appurare se siano stati dati ordini al comandante per quanto riguarda la gestione dell’emergenza e di soccorso ai passeggeri, nei momenti successivi all’incidente nei pressi de “le Scole”, quando l’imbarcazione ha cozzato rovinosamente sugli scogli. La domanda più frequente è, perché si sia perso oltre un’ora, visto che la nave imbarcava acqua e la stabilità era certamente compromessa, e si poteva evacuare le oltre 4.000 persone in maniera più regolare, invece di attendere per dare il segnale di abbandono nave, quando le scialuppe, visto lo sbandamento a destra della nave, facevano fatica ad ammainarsi nel lato di dritta e nel lato sinistro era del tutto impossibile effettuare tale operazione. Al momento non è trapelato nulla sull’interrogatorio di Ferrarini, che è stato sentito dalla Procura di Grosseto, come persona informata sui fatti.

RELATED ARTICLES

Back to Top

Pin It on Pinterest

Share This

Condividi - Share This

Condividi questo post con i tuoi amici - Share this post with your friends