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Toscana terra di conquista per la malavita organizzata

“La nostra bellissima terra in mano alle cosche malavitose” così esordisce la consigliera Staccioli dopo aver appreso quanto risulta dal rapporto della Fondazione Antonino Caponnetto sull’attività delle mafie nella regione Toscana. Il rapporto mette infatti in luce la situazione critica sotto l’aspetto dell’illegalità. “15 miliardi di euro di fatturato, sarebbero sufficienti a far uscire l’intero paese dalla crisi economica”. Anche se in Toscana non è ancora diffuso il “ pagamento del pizzo”, abbiamo province dove l’usura la fa da padrone.  Nessuno può dirsi al sicuro; la provincia più colpita risulta essere Massa Carrara (vuoi per l’alto tasso di disoccupazione, vuoi per la posizione geografica, il porto e il marmo), anche Forte dei Marmi e Montecatini invogliano la mafia russa ad insediarsi nelle province di Lucca e Pistoia. A Firenze e Prato non manca la mafia cinese e si registra la diffusione di una nuova criminalità organizzata proveniente dal Senegal.

La Toscana non è terra mafiosa per “vocazione”, ma è sicuramente una terreno fertile per la diffusione di questo fenomeno, i porti, la vocazione turistica (quindi gli investimenti immobiliari), facilitano il reimpiego di capitali acquisiti illecitamente.

“Spero che per intervenire nel contrastare questo fenomeno non si attenda quando sarà troppo tardi e la nostra Toscana sarà diventata ormai una vera e propria colonia in mano alle mafie nostrane e straniere”.

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