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Resveratrolo nel vino rosso è scandalo negli Usa: decine di studi truccati.

E’ passata da alcuni anni la regola che un bicchiere di vino rosso al giorno farebbe bene alla salute, credo sostenuto da studi scientifici apparentemente ineccepibili che dimostravano come i polifenoli ma soprattutto un componente ‘magico’ dell’uva rossa avesse una azione protettiva sul cuore e favorisse la longevità. Certo una buona notizia per il nostro Paese che dell’ottimo vino rosso è produttrice ed esportatrice. E poi siamo abituati a fidarci quasi ciecamente di tutto quello che viene dalla voce della scienza e da quei ‘ricercatori’ che passano l’esistenza nei laboratori a capire cosa ci fa bene e cosa no. Invece è appena esploso lo scandalo: i ricercatori della prestigiosa Università del Connecticut avrebbero ‘truccato’ abilmente i risultati delle ricerche (forse non poi così eclatanti) per far emergere i benefici della bevanda e della sua ‘arma segreta”, il resveratrolo. Il maggiore indagato, già ‘scaricato’ dall’ateneo che ha provveduto a bloccare tutti i fondi delle ricerche in corso che lo vedevano protagonista, è il Direttore del Centro di Ricerca Cardiovascolare, dottor Dipak Das che ha rifatto il ‘trucco’ a circa 24 studi dal 2002 pubblicati su 11 delle più prestigiose riviste. Sarebbero state turlupinate l’American Journal of Physiology, Heart and Circulatory Psysiology e molte altre il che però fa sorgere negli addetti ai lavori un dubbio: possibile che nessuno in dieci anni non si sia accorto di nulla? Se così fosse, forse i criteri di revisione dei comitati delle riviste sono un pochino all’acqua di rose. Specialmente perchè sin che si tratta di un bicchiere di vino passi, ma la maggior parte delle volte gli studi riguardano il funzionamento, l’efficacia e la sicurezza dei farmaci.

Ma torniamo negli Stati Uniti: la maggior parte delle ricerche, adeguatamente riprese dai media di tutto il mondo, affermavano che un bicchiere di vino rosso promuovesse la salute del cuore. Ma quando sono sorti i primi dubbi la direzione dell’università ha ripreso in mano i dati e ha riscontrato irregolarità nella raccolta e nella manipolazione dei dati che sarebbero stati ‘migliorati’ per dimostrare la tesi dei benefici del resveratrolo. Ma chi pagava le ricerche del Professor Das? E quindi chi avrebbe beneficiato dei suoi studi? Le ipotesi sono molteplici: dai produttori di vino americani alle ditte produttrici di integratori alimentari che ben presto si sono gettate sul business producendo pillole a base di resveratrolo, disponibili anche sul mercato italiano e con un prezzo tutt’altro che modesto.

Il professor Das, che nel frattempo grida al complotto e che dovrà presentare le sue ragioni nelle sedi deputate, dopo i benefici sul cuore stava promuovendo il resveratrolo anche con altre ‘indicazioni’: un allungamento della vita media e la terapia del tumore al seno, non come sostanza protettiva ma proprio come curativo con azione chemioterapica.

Il resveratrolo è una sostanza polifenolica che possiede diverse proprietà fisiologiche e biochimiche tra cui una azione estrogenica, antiaggregante del sangue e antinfiammatoria, e con questo non si vuole affermare che non serva a nulla, ma che le sue proprietà sono state presentate in maniera più convincente e brillante di quanto non fossero in realtà.

Johann Rossi Mason

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