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Pirateria marittima: altra nave italiana presa di mira dai pirati somali

Un’altra nave italiana è stata assaltata dai pirati somali al largo delle coste dell’Oman.

A poche settimane di distanza dalla cattura della ‘MV Enrico Ievoli’ stamani ad essere stata presa di mira dai predoni del mare la ‘MV Valdarno’, in navigazione nel mar Arabico. Per fortuna questa volta è andata diversamente, la nave è riuscita a sfuggire all’attacco dei pirati somali.

La ‘MV Valdarno’ è una nave di proprietà della società armatrice italiana ‘Navigazione Montanari Spa’ con sede legale a Trieste e la direzione generale a Fano in provincia di Pesaro. La nave è però, gestita da una società di Singapore, la ‘Ishima’.

I predoni del mare, a bordo di almeno 2 Skiff, hanno tentato l’abbordaggio, sparando anche diversi colpi d’arma da fuoco per intimidire l’equipaggio che però, non si è spaventato ed ha adottato tutte le misure di emergenza predisposte in caso di attacco pirata.

A bordo della nave 24 membri dell’equipaggio, tra cui 2 italiani compreso il comandante.

Tutto l’equipaggio si è rinchiuso al sicuro nella ‘cittadella’, la camera blindata di sicurezza di cui tutte le navi della società italiana sono dotate, mentre la nave ha proseguito la navigazione mettendo in atto manovre ‘evasive’ che le hanno permesso di distanziare i pirati somali che alla fine hanno dovuto desistere dal loro intento.

Al momento dell’assalto la Valdarno, che normalmente è adibita al trasporto di carburanti, era senza carico e questo le ha facilitato le manovre.

A bordo della nave italiana presenti anche delle guardie private addette alla sicurezza che avrebbero coordinato le azioni durante l’attacco. Una delle ragioni per le quali sono sempre di più i fallimenti che le vittorie dei pirati somali, è proprio il crescente ricorso, da parte degli armatori, a team di sicurezza a bordo delle loro navi per difenderle dai pirati.

La ‘MV Valdarno’ è una delle navi che compongono la flotta cisterniera della ‘Navigazione Montanari Spa’. Si tratta di una flotta modernissima che occupa un segmento importante nel mercato del trasporto via mare. La società italiana è quotata alla Borsa di Milano ed ha alle sue dipendenze almeno 454 marittimi. La società costituisce un’importante realtà armatoriale attiva nel trasporto marittimo ad alta specializzazione. Il suo principale business è rappresentato dal trasporto di prodotti petroliferi raffinati, quali benzina, gasolio e olio combustibile, ma essa è attiva anche nel campo dei trasporti di petrolio greggio, gpl, prodotti chimici, gas, asfalto e bitume, in modo da effettuare un’ampia diversificazione del business ed un’alta copertura dell’intero mercato dei trasporti via mare. Una curiosità tutte le navi della società hanno un nome che inizia con ‘val’.

Le navi in mano ai pirati somali

In mano ai pirati somali vi sono ancora la MV ‘ICEBERG 1’ battente Panama bandiera di Panama e catturata il 29 marzo del 2010 con 24 marittimi a bordo, la MV ‘ALBEDO’ battente bandiera Malaysia e catturata il 25 novembre del 2010 con 23 marittimi a bordo, la MV ‘ORNA’ battente bandiera Panama e catturata il 20 dicembre del 2010 con 19 marittimi a bordo,  la MV ‘VELVET LIQUIDO’ battente bandiera Isole Marshall e catturata il 30 ottobre del 2011 con 22 22 marittimi a bordo e ora utilizzata dai pirati somali come ‘nave madre’ per cui difficilmente rientrerà in possesso del suo proprietario, la MV ‘ENRICO IEVOLI’ battente bandiera italiana catturata il 26 dicembre del 2011  con 18 marittimi a bordo, 6 italiani, i 5 ucraini e 7 indiani.

Nelle scorse settimane sono stati invece, rilasciati la MV ‘OLIP G’ battente bandiera Malta e catturata l’8 settembre del 2010 con 18 marittimi a bordo e la MV ‘FAIRCHEM Bogey’ battente bandiera Isole Marshall e catturata il 20 agosto del 2011 con 21 marittimi a bordo. Per quest’ultima sembra sia stato pagato un riscatto di 8 mln di dollari.

Inoltre, sono trattenute dalle gang del mare anche diverse barche da pesca con un centinaio di pescatori tra cui dei minori, mozzi a bordo di questi pescherecci.

Un fatto allarmante è poi,  la condizione di circa 50 altri ostaggi, tra cui una donna sudafricana, che sono trattenuti a terra o su altre navi catturate. Si tratta dei membri dell’equipaggio della MT ‘ASFALTO VENTURE’, dello  yacht SY ‘CHOIZIL’, della MV ‘LEOPARD’, del FV’ PRANTALAY 12’, del FV ‘SHIUH FU n.1’, della MV ‘GEMINI’ e del FV ARIDE.

In tutto sono ancora prigionieri in Somalia almeno 160 marittimi di diversa nazionalità.

Ferdinando Pelliccia

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