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Esce il nuovo libro di Gabriele Paradisi: Cittadino Giornalista

Cittadino GiornalistaÈ finalmente disponibile il terzo libro di Gabriele Paradisi: Cittadino Giornalista.

Trucchi, falsi, manipolazioni del giornalismo italiano e i segreti della Repubblica (2009-2011)

(l'acquisto del libro attraverso il nostro portale)

 

Nell’era digitale, dei notiziari online e degli e-book, quelli come me, figli di un secolo ormai lontano, pur non disdegnando i nuovi e potentissimi mezzi, ritengono che un libro cartaceo sia ancora uno strumento insostituibile. Nel tripudio della virtualità forse è cosa buona cercare di stimolare ancora i nostri sensi affinché non si atrofizzino. Sfogliare con le dita pagine profumate, sentirne il suono, vederne la qualità della fattura, suscita emozioni che non vorremmo perdere mai.
E così, ho ritenuto di raccogliere e pubblicare in un volume tradizionale, articoli che in massima parte sono stati pubblicati in rete.

Le ricerche sul terrorismo intraprese fin dall’autunno del 2005 nel blog Cieli Limpidi, suscitarono molto interesse tra i responsabili ed i redattori del mensile LiberoReporter che decisero di pubblicare alcuni resoconti sulle “scoperte” colà realizzate. Inchieste che avevo potuto sviluppare grazie all’aiuto fondamentale di amici di rete, divenuti assidui e attivi frequentatori del blog. È giusto qui ricordarli uno per uno poiché quanto fatto in questi anni senza di loro non sarebbe stato possibile. Ecco allora Gian Paolo Pelizzaro, François de Quengo de Tonquédec, Enrico Tagliaferro, Simona Chiti, Elisabetta Setnikar, Nino Lorusso e, last but first, l’amico che continua a celarsi sotto le sembianze di un oscuro, scettico filosofo: sextus empiricus.
Così verso la fine del 2009 Gaetano Baldi, direttore responsabile di LiberoReporter e Daniela Russo, direttore editoriale, mi proposero una collaborazione diretta col loro mensile. Mi sarei occupato di giornalismo, osservando con la massima indipendenza possibile l’operato dei professionisti della carta stampata, cercando di verificare la veridicità delle notizie riportate. Un lavoro certo non facile ma stimolato dal desiderio di contribuire, a suon di “denunce” documentate, al miglioramento del nostro sgangherato sistema di informazione.
A tutti sarà capitato di provare un certo smarrimento quando, leggendo un articolo relativo ad argomenti che conosciamo molto da vicino, emerge l’incompetenza, mista spesso a cialtroneria, del giornalista di turno. E questo a prescindere dal giornale che stiamo leggendo, senza dover aggiungere quanto questo nostro disappunto aumenti se il tutto avviene sul quotidiano o sulla rivista da noi preferita.
Ora il lavoro dei giornalisti non è di sicuro facile. La loro professionalità è spesso stritolata tra due macigni: da un lato i tempi stretti entro i quali devono realizzare i loro pezzi e dall’altro i vincoli “politici” dell’editore di riferimento. Questi due fattori condizionano in maniera spesso determinante l’operato anche dei giornalisti più preparati ed intellettualmente onesti. Discorso a parte meritano tutti quegli altri giornalisti, e sono vere e proprie schiere, che, sovente solo per sciatteria e superficialità, finiscono per accodarsi alle vulgate dominanti e diventano, di fatto, megafono della disinformazione.
Ecco allora la necessità di “cani da guardia” che tentino di monitorare ciò che scrivono i giornali o ciò che si racconta in tv, documentando puntualmente gli errori, le manipolazioni o le vere e proprie falsificazioni dei fatti e delle notizie.
Watchdog, per l’appunto cane da guardia, fu così il titolo scelto per la rubrica che mi venne assegnata sul mensile LiberoReporter dove cominciai a pubblicare nel dicembre 2009. Grazie alle opportunità della rete, anche un normale cittadino come me, può concorrere all’obiettivo or ora ricordato ed io mi ci dedicai con grande entusiasmo.

Questa raccolta di articoli, che copre due anni di scritti, è stata suddivisa in quattro parti.
La prima, intitolata Mitrokhin e dintorni, raccoglie gli articoli incentrati sulle vicende della nota e “famigerata” Commissione parlamentare, poiché nonostante siano trascorsi quasi sei anni dalla sua chiusura è ancora, a volte, argomento di accese discussioni e attacchi, segno che alcuni filoni di indagine di quella Commissione toccarono nervi scoperti e lasciarono trasparire verità ancora oggi inconfessabili. Già nel libro Periodista, di la verdad! Controinchiesta sulla Commissione Mitrokhin, il caso Litvinenko e la repubblica della disinformazione (Giraldi Editore, 2008), affrontai il tema. Gli articoli di questa sezione sono un naturale proseguimento di quell’inchiesta.

La seconda parte, intitolata Storie della Repubblica, affronta argomenti legati alle drammatiche vicende che tra Guerra fredda, terrorismo e stragi hanno interessato il nostro Paese nei decenni caldi del secolo scorso ma i cui strascichi risentiamo ancora ai giorni nostri. Così da Piazza Fontana al caso Moro, dalla strage dimenticata di Fiumicino 1973 ai rapporti con la Libia di Gheddafi, si pone l’accento sulle enormi difficoltà a produrre, pur a distanza di tanti anni, un’informazione sufficientemente corretta e serena.

La terza parte, intitolata Storie “travagliate” di tutti i giorni, riferisce, attraverso l’analisi di vicende d’attualità, come un certo tipo di informazione, che grazie ai giusti canali si è autoassegnata il marchio di autorevole correttezza, un nome su tutti Marco Travaglio, sia in realtà spesso vera e propria fucina di pura disinformazione. Resta da capire quanto ciò avvenga in buona fede.

La quarta e ultima sezione, intitolata Bologna, 2 agosto 1980: tutta un’altra storia, parte dal lavoro di ricerca iniziato nell’estate del 2007 e concretizzatosi nel volume Dossier strage di Bologna. La pista segreta (Giraldi Editore, 2010). L’acquisizione di nuova documentazione conservata negli archivi giudiziari e in quelli di alcuni servizi segreti dei Paesi dell’Europa orientale, ci ha permesso di arricchire di nuovi elementi la cosiddetta “pista palestinese” per la strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980. Molti degli articoli riproposti in questa sezione sono stati scritti insieme agli altri autori del libro citato, ovvero Gian Paolo Pelizzaro e François de Quengo de Tonquédec. Questi articoli sono stati, nella maggior parte dei casi, pubblicati sul portale tematico di LiberoReporter, segretidistato.it dedicato al periodo più torbido della storia dell’Italia repubblicana.

Gabriele Paradisi, dicembre 2011 (dall’introduzione del libro)

La prefazione di Paolo Guzzanti

Gabriele Paradisi è stato contaminato dalla verità ed è diventato un cacciatore solitario. Abbiamo la stessa malattia e pochi la sanno apprezzare. Ci incontrammo sulle pagine del mio blog Rivoluzione italiana molti anni fa – ormai – ed eravamo su posizioni antitetiche o antagoniste: lui uno stereotipo di sinistra ed io nei panni, non desiderati, di un ideologo considerato di destra perché anticomunista e dunque diventato un paria.
Gabriele è un uomo di perfetta onestà intellettuale e non è dunque “diventato” nulla: ha soltanto seguito le tracce dell’orso fino alla sua tana e ha acceso un fuoco che emana bagliori nella notte in cui tutte le ombre e tutti i misteri sembrano uguali. Quante volte avrete sentito dire che i misteri d’Italia costituiscono una massa di pece nera e indistinguibile? Gabriele, bolognese e di sinistra, partito dalle questioni sollevate dalla Commissione Mitrokhin da me presieduta dal 2002 al 2006, arrivò a formulare dubbi sulla verità di Stato imposta sulla strage di Bologna del 2 agosto 1980, che consiste nell’aver sigillato, col coperchio della “strage fascista”, un groviglio di tutt’altra natura, nascosto con una operazione di “cover up” del Sismi.
Questo libro è un sentiero disseminato dalle tracce che Gabriele ha messo in luce con un gruppo di lavoro eccezionale per puntiglio, competenza e determinazione. Il valore di questo lavoro è immenso perché mostra e dimostra che non esiste sistema in grado di garantire il totale insabbiamento della verità, che lascia sempre dietro di sé elementi visibili.
Chi conosce un po’ la storia della Commissione Mitrokhin troverà qui i fasti e i nefasti dei giornalisti di Repubblica e le domande cui non hanno mai risposto. Uno di loro, il povero Giuseppe D’Avanzo, non c’è più e Carlo Bonini in altre occasioni ha dichiarato con alterigia che mai avrebbe risposto alle mie contestazioni.
È straordinario che proprio questi giornalisti siano famosi, anche, per l’insistenza con cui hanno posto con ritmo quotidiano e martellante le varie «dieci domande a Silvio Berlusconi» per le sue vicende pubbliche e private. Quando si sentono, o si sentivano, porre le domande precise e circostanziate che qui Gabriele riepiloga e ripete, non fiatano, non hanno fatto mai una piega, o – come cantava un tempo Enzo Jannacci – “neanche un plissé”.
E così, chi ha letto Periodista, di la verdad! di Paradisi o Il mio agente Sasha che scrissi dopo l’omicidio di Litvinenko mio informatore segreto, troverà qui grande messe di argomenti, concatenazioni logiche, fatti irrefutabili e insomma di nuovo le tracce calcificate ma visibili della verità nascosta.

Paolo Guzzanti, dicembre 2011

Chi è Gabriele Paradisi?

Ingegnere, imprenditore, giornalista e saggista. Nel 2005 ha creato il blog Cieli Limpidi (www.cielilimpidi.com), dove furono sviluppate ricerche sul terrorismo e le stragi. Quel blog, nel 2011, si è trasformato nel portale tematico Segreti di Stato (www.segretidistato.it) del periodico LiberoReporter, di cui è ideatore, curatore e redattore. Ha pubblicato il libro Periodista, di la verdad! Controinchiesta sulla Commissione Mitrokhin, il caso Litvinenko e la repubblica della disinformazione, (Giraldi Editore 2008); un saggio sui comunicati delle Brigate rosse durante il sequestro Moro nel volume collettaneo Le vene aperte del delitto Moro, a cura di Salvatore Sechi (Pagliai editore 2009), e il libro Dossier strage di Bologna. La pista segreta (Giraldi Editore 2010), scritto con Gian Paolo Pelizzaro e François de Quengo de Tonquédec. Dal dicembre 2009 cura la rubrica WatchDog sul periodico LiberoReporter.

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Il contenuto del libro

Indice

Prefazione di Paolo Guzzanti

Introduzione

Mitrokhin e dintorni

  • Un breve riepilogo della storia
  • Dieci domande a Giuseppe D’Avanzo
  • Riflessi pavloviani e gendarmeria giornalistica
  • La vera storia di Mario Scaramella
  • Menzogne vs verità: una sfida impossibile?

Storie della Repubblica

  • Le omissioni e la fabbrica del fango
  • Le verità degli archivi
  • Se salta la torta
  • I fantasmi di Gradoli
  • A scoop…pio ritardato
  • Fiumicino 17 dicembre 1973: una strage dimenticata
  • Un omicidio senza colpevoli

Storie “travagliate” di tutti i giorni

  • La lampada di Travaglio
  • Drin… Drin… LiberoReporter chiama Travaglio
  • Caro Travaglio dieci domande per Lei
  • Il cane da guardia… Melampo
  • Diritto e… rovescio
  • Gridano al lupo essendo il lupo
  • WD News
  • Fondamenti di chirurgia giornalistica
  • Dietro i misteri dei falsi dossier e i veri dossier falsi

Bologna, 2 agosto 1980: tutta un’altra storia

  • Strage di Bologna: qualcosa si muove
  • Cronologia di un attentato
  • I luoghi comuni sulla pista Carlos
  • Il segreto di Stato che non c’è mai stato
  • Strage di Bologna. Scenari «dagli sviluppi imprevedibili»?
  • «Strage di Bologna, la verità negata» e i tuttologi senza bignamino
  • Quando l’Fplp si adombrò. Valter Bielli e le confusioni sul «lodo Moro»
  • Nuove piste e vecchi veleni
  • Tre giorni dopo la strage di Bologna, Kram era a Berlino Est. Insieme a Johannes Weinrich, Magdalena Kopp e Carlos
  • Strage di Bologna. Commissione Mitrokhin, dentro la fabbrica dei falsi
  • Il «lodo Moro» visto dal gruppo Carlos. Il caso di Christa-Margot Fröhlich
  • Strage di Bologna: la fabbrica dei falsi. Intervista a Gabriele Paradisi

Bibliografia generale

Sitografia

Indice dei nomi

(l'acquisto del libro attraverso il nostro portale)
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