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Bufera sul Pirellone. In manette vicepresidente consiglio Nicoli Cristiani. Accusa: tangente da 100mila euro

E’ finito in manette questa mattina il vicepresidente del consiglio della regione Lombardia, Franco Nicoli Cristiani, in forza al Pdl. Dopo le accuse a Penati, al Pirellone non c’è tregua. L’esponente del Popolo della Libertà, è stato arrestato dai carabinieri all’alba nella sua abitazione di Mompiano, frazione di Brescia.
L’ordinanza di custodia cautela in carcere, è stata emessa dalla Procura di Brescia, nell’ambito dell’inchiesta su una presunta tangente di 100mila euro. La supposta tangente sarebbe servita per “evitare” gli accurati controlli e velocizzare l’iter di una discarica nel Cremonese. Insieme al vicepresidente del consiglio della Regione Lombardia, sono finite in manette altre 9 persone, tra le quali figura anche il coordinatore dello staff dell’Arpa, Rotondaro.
I carabinieri hanno anche perquisito l’ufficio al 24esimo piano del vicepresidente, così come la sua abitazione. Pare che siano state ritrovate nella casa di Mompiano, due buste contenenti 100mila euro, che secondo gli inquirenti potrebbero essere i soldi della tangente per il quale è accusato.
I gravi reati contestati, sono traffico organizzato di rifiuti illeciti e corruzione.

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